Già da qualche tempo i mercati, la competitività e la globalizzazione, ma soprattutto la crisi pandemica degli ultimi due anni, hanno portato nuove sfide per le aziende di ogni settore, in relazione, tra le altre cose, alle strutture dei costi, alla flessibilità, alla trasparenza e alla gestione dei rischi associati a operations e compliance.

Nella filiera del futuro in ambito healthcare, se si considera il numero di parti coinvolte nei flussi delle catene di approvvigionamento e distribuzione, la trasparenza è diventata un parametro essenziale nell’erogare i servizi, per soddisfare le richieste dei pazienti/ clienti e per identificare e prevenire criticità e potenziali problemi.

Far fronte a questi requisiti significa essere sulla strada giusta per rendere le filiere del futuro vere value chain, ovvero soluzioni integrate capaci di migliorare l’affidabilità, l’identificazione delle responsabilità e l’efficacia nella gestione dei flussi delle complesse supply chain.

Implementare blockchain e intelligenza artificiale, supportare l’adozione di tecnologie “IoT” (“Internet of things”), utilizzare “ledger”, “smart-tag” e “app” significa per committenti, produttori e player logistici mettere in campo soluzioni tecniche e scalabili che trasformano le infrastrutture tradizionali in filiere del futuro innovative in cui sono presenti sia nuovi modi di gestire le dinamiche delle catene di approvvigionamento e fornitura di servizi sia nuove potenzialità di coinvolgimento e ingaggio degli utenti finali.

Trasparenza e collaborazione

Oggi è sempre più necessaria una visione sistemica che sia in grado di guardare e intercettare i bisogni e le necessità degli attori delle filiere, avvicinando flussi operativi, aumentando l’interoperabilità e accrescendo esponenzialmente e in maniera pervasiva le risorse informative di addetti ai lavori e consumatori finali.

Per fare un esempio concreto, l’adozione di una piattaforma digitale di “supply chain visibility” nelle fasi di produzione e logistiche consente il collegamento dei gestionali aziendali esistenti e attivi presso i vari player presenti, ad esempio i MES (Manufacturing execution system), i WMS (Warehouse management system), e i TMS (Transport management system), a favore di una più completa trasparenza e collaborazione.

La cosa più interessante è che tutte queste informazioni, normalizzate e decodificate rispetto al criptico linguaggio operativo e informatico, possono essere proiettate e diffuse anche tra gli utenti finali, destinatari dei prodotti.

Facciamo un esempio concreto, andando a considerare il crescente numero di dispositivi abilitati alla tecnologia NFC. Questa tecnologia, acronimo di “Near field communication”, già incorporata in quasi tutti gli smartphone e tablet (ma anche nei device industriali), consente ai destinatari finali dei processi produttivi e distributivi di collegarsi in tempo reale ai dati relativi all’origine del prodotto ricevuto, alle sue eventuali certificazioni e al percorso effettuato attraverso la catena di fornitura.

I consumatori utilizzano quindi l’internet degli oggetti per raggiungere l’internet del valore, raccogliendo informazioni sulla provenienza e la qualità dell’articolo acquistato non solo al livello generico della categoria o del tipo di articolo, o lotto, ma in relazione all’elemento fisico specifico, identificato da un ID digitale univoco.

Grazie a un unico elemento, il cosidetto “tag”, e grazie a un unico gesto, il “tap”, oltre a consentire efficacemente la tracciabilità del singolo prodotto si ha a disposizione un puntatore che riconduce a una grande quantità di dati di supporto archiviati sul web, nel cloud o in specifiche piattaforme di gestione di contenuti.

Anche le tecnologie Data Matrix (già presente normativamente nel settore farmaceutico) e QR-code convenzionali possono adottare questa opzione, ma sono molto meno affidabili della tecnologia NFC.

La capacità di lettura di codici bidimensionali da parte dei vari device menzionati dipende da fattori quali l’illuminazione, l’angolo di visualizzazione e la chiarezza dell’immagine (etichetta senza punteggio o altri danni).

l “chip”, grazie alla componente NFC (ma potremmo sicuramente considerare anche la tecnologia “BLE”, “bluetooth low energy”), applicato in fase di produzione del packaging, diviene un punto di ingresso protetto al registro delle transazioni per lo specifico oggetto per tutti gli attori dell’intera filiera, compreso appunto il destinatario finale, il cliente/ paziente.

Difesa a più livelli

È possibile fare un altro passo avanti verso un livello ancora superiore di “digital health”, verso ulteriore trasparenza, garanzia e integrità dei dati nella filiera del futuro.

Se si applica e si fa entrare in gioco anche la tecnologia blockchain, ecco la creazione di una vera “value chain” e ogni attore di filiera o ogni utente finale, definiti gli opportuni livelli di privilegio “lettura/scrittura”, può essere autorizzato a visualizzare la cronologia non modificabile dell’oggetto (ad esempio una confezione di medicinale) che diventa improvvisamente molto di più della sua semplice dimensione fisica perché la sua intera storia, dalla creazione all’istante corrente, viene memorizzata e diviene disponibile.

Si pensi alle infinite possibilità e opportunità collegate a queste trasformazioni digitali nella filiera del futuro: provando a sintetizzare, una piattaforma di supply chain visibility, insieme a processi di autenticazione di prodotto tramite “tag”, appoggiata su tecnologia blockchain, può fornire una difesa a più livelli contro i rischi ben noti che possono verificarsi nella gestione delle catene produttive, di approvvigionamento e fornitura, in primis la contraffazione.

Per tentare di abbattere il grave impatto delle filiere produttive e distributive illegali e mitigare il problema della contraffazione da sempre presente, una supply chain decentralizzata che sfrutta la tecnologia blockchain si contraddistingue come un network adatto per stabilire contromisure efficaci al contempo su scale globale e locale.

Il mix di identificativo univoco e blockchain è inoltre ideale per affrontare la piaga delle contraffazioni in virtù della sua capacità di creare identità univocamente determinabili per tutti gli oggetti.

Utilizzando tale binomio, nella filiera del futuro è possibile creare un solido collegamento tra l’oggetto fisico e la sua vita digitale, il suo “digital twin”, con il valore aggiunto determinato dalla assoluta trasparenza e fiducia nella autenticità delle merci e nella integrità delle informazioni.

A vantaggio di tutti gli stakeholder

Tornando al punto di vista dell’utente finale, del paziente/cliente, grazie a una semplice applicazione di lettura degli identificativi univoci (siano essi NFC, Beacon, QR-code, Data matrix) da installare sul proprio smartphone, sarebbe possibile avere immediate informazioni sul prodotto acquistato, sulle sue caratteristiche, sulla filiera percorsa, accrescendo al contempo l’efficienza e l’affidabilità degli stessi player logistici nella gestione dei flussi di supply chain.

Con un numero così significativo e con caratteristiche così eterogenee delle parti interessate coinvolte nelle catene produttive e distributive, una piattaforma di supply chain visibility con applicazione di intelligenza artificiale, moduli di auto- apprendimento macchine e reti blockchain può sicuramente promuovere l’efficienza, l’integrità, la trasparenza e l’accessibilità dei dati all’interno del network gestito.

Tutto questo crea particolari benefici e vantaggi per ogni stakeholder e nella filiera del futuro una tale visione non può assolutamente mancare nelle strategie di trasformazione digitale che guardano alla digital health.

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