La ricerca di nuovi eccipienti farmaceutici può portare a guardare con occhi diversi ingredienti utilizzati in tutt’altro campo. Come nel caso della gomma di gombo. Ingrediente della cucina tradizionale africana e asiatica, il frutto del gombo, conosciuto anche come okra, ha rivelato caratteristiche molto interessanti anche dal punto di vista farmaceutico. La gomma che ne deriva, infatti, può essere utile nella formulazione dei solidi orali.

Un frutto che viene da lontano

Il gombo, conosciuto anche come okra (Abelmoschus esculentus), è originario dell’Africa e ha una capacità molto accentuata di resistere al caldo e alla siccità. Questa pianta viene coltivata proprio in questo continente, ma anche in Asia e nel nord dell’Australia, principalmente a scopo alimentare. I suoi frutti infatti vengono consumati come verdura in diverse preparazioni di cucina tradizionale.

Tagliando il frutto, si nota una polpa mucillaginosa che circonda i semi e che conferisce al gombo le proprietà per cui è apprezzato in cucina. Tradizionalmente questo ingrediente viene infatti utilizzato soprattutto come addensante nella preparazione delle zuppe. Proprio da questa polpa però si ottiene anche una gomma inerte, non irritante, biodegradabile e biocompatibile. La sua struttura è costituita da zuccheri: ramnosio, galattosio e acido galatturonico.

Le proprietà della gomma di gombo la rendono idonea all’utilizzo nell’industria alimentare, come sostituto dell’albume o di ingredienti grassi, come alcuni derivati del latte. Ma alcune caratteristiche lo rendono interessante anche dal punto di vista farmaceutico.

Le proprietà chimico-fisiche

La gomma di gombo è poco solubile in acqua e insolubile in altri solventi, come acetone, alcol e cloroformio e risulta quindi adatta a ottenere dispersioni viscose, utili nelle formulazioni a rilascio controllato.

Inoltre l’aumento della viscosità, proporzionale a quello della concentrazione, accentua la sua capacità adesiva, che facilita il legame con altri ingredienti. La viscosità inoltre è massima a pH neutro, caratteristica utile a ridurre le infiammazioni gastrointestinali che potrebbero essere causate dai farmaci a rilascio prolungato.

La gomma di gombo ha anche un’elevata capacità di stabilire legami idrogeno e ha quindi un discreto contenuto di acqua, che ha effetti positivi sulla comprimibilità delle compresse. Tuttavia questa caratteristica porta anche a una maggiore suscettibilità ai microrganismi.

Gomma di gombo nelle formulazioni farmaceutiche

Le possibili applicazioni della gomma di gombo nel settore farmaceutico sono molteplici. Ad esempio, il polimero si può utilizzare come legante, eccipiente per il rilascio controllato, rivestimento. Se utilizzato nella formulazione di compresse, dona friabilità e durezza al prodotto, ma prolunga anche il tempo di dissoluzione. Per questo la gomma di gombo è più indicata nella fabbricazione di specialità a rilascio prolungato. Come rivestimento, invece, la gomma di gombo dimostra di avere caratteristiche simili a polimeri comunemente utilizzati a questo scopo, come l’idrossipropilmetilcellulosa.

La ricerca ha preso in considerazione la gomma di gombo già da alcuni anni. Esistono infatti studi in cui si è investigato l’utilizzo di questo polimero come eccipiente nella produzione di forme solide orali con principi attivi come il paracetamolo, l’ibuprofene, il calcio acetato, il propanololo cloridrato.

La gomma di gombo non è certo un ingrediente esente da problemi, primo fra tutti l’inevitabile variabilità tra lotti diversi dovuta alla sua origine naturale. Ma può diventare una possibilità interessante se si è alla ricerca di un’alternativa agli eccipienti sintetici che sia naturale, biodegradabile, atossica ed economica.

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