Il 2030 sembra lontano ma non lo è poi così tanto se si pensa agli obiettivi in termini di cambiamento climatico definiti dall’accordo di Parigi. Limitare l’aumento della temperatura media terrestre richiede l’impegno di tutti e anche le aziende devono assumersi delle responsabilità. Comprese quelle farmaceutiche. Le difficoltà però possono essere molte, come sanno i fondatori di Alliance to Zero. Questa neonata organizzazione vuole porsi come mediatore del cambiamento nella transizione verso la riduzione delle emissioni nel settore farmaceutico. Obiettivo? Zero emissioni nette.

Agenda 2030 e accordo di Parigi

Il cambiamento climatico in atto è ormai una realtà innegabile e cercare di porvi un freno è un compito indispensabile per il benessere del pianeta e della nostra specie. Ma anche un dovere nei confronti delle generazioni future. Con questo scopo è stato quindi ratificato l’accordo di Parigi, che integra gli obiettivi relativi alla lotta al cambiamento climatico fissati nel 2015 nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dai Paesi membri dell’ONU.

L’accordo di Parigi pone un vincolo ben preciso all’innalzamento di temperatura globale accettabile per il periodo 2021-2030: meno di 2°C, preferibilmente 1.5°C. Sulla scia di questa soglia la legge europea sul clima ha stabilito di raggiungere entro il 2030 la riduzione netta delle emissioni di gas serra di almeno il 40% rispetto all’anno 1990. Tale obiettivo è stato poi rafforzato nel 2020, passando a una riduzione minima richiesta del 55%.

Con “riduzione netta delle emissioni” non si intende comunque “smettere di produrre gas serra”. Significa invece compensare i gas emessi con un metodo di rimozione. In questo modo con “emissioni nette zero” si intende che per ogni tonnellata di gas serra emesso se ne rimuove una quantità uguale. Un obiettivo più abbordabile ma comunque complesso da raggiungere.

Obiettivo zero emissioni

Per questo motivo il 2 giugno 2021 otto aziende coinvolte nella supply chain dell’industria farmaceutica e biotecnologica hanno deciso di fondare Alliance to Zero, con l’obiettivo di facilitare la transizione verso le emissioni zero. Le compagnie fondatrici sono Sharp, Harro Hofliger, Schreiner MediPharm, Korber, Schott, Health Beacon, Datwyler e Ypsomed, tutte realtà impegnate a fornire prodotti o servizi a vantaggio dell’industria farmaceutica e di quella biotecnologica in tutto il mondo.

L’obiettivo dell’organizzazione è molto ambizioso e richiede un vero e proprio ripensamento della logica aziendale a tutti i livelli, dalla logistica agli investimenti. Ma anche in relazione ai prodotti e ai servizi offerti. Per raggiungere il loro scopo i fondatori del gruppo intendono ispirarsi ai principi dell’economia circolare, considerata il valore fondamentale della coalizione.

Passare da una logica lineare a una votata al riciclo e al riutilizzo è infatti considerata la via vincente per azzerare le emissioni nette della filiera farmaceutica. Quella dell’economia circolare è anche la strada che dovranno seguire le aziende interessate a fare parte di Alliance to Zero. L’organizzazione è infatti alla ricerca di membri, collaborazioni e sponsor che sposino la loro idea di innovazione.

Step by step

Il programma della coalizione per raggiungere e addirittura superare gli obiettivi posti dall’Agenda 2030 si snoda attraverso diversi passaggi intermedi. Entro il 2023 l’organizzazione si propone di formare un solido network all’interno della supply chain farmaceutica e di preparare dei programmi specifici per la riduzione delle emissioni condivisi dai membri del gruppo, ad esempio attraverso la diminuzione dei rifiuti.

Entro il 2026 invece dovrebbe avvenire il consolidamento dei principi dell’economia circolare all’interno delle compagnie aderenti all’Alliance. I modelli di business a questo punto dovranno essere basati sulla riduzione delle emissioni ed il gruppo avrà predisposto degli indicatori chiave di performance adeguati, oltre ad un’opportuna offerta di prodotti e servizi ad impatto zero.

Infine il 2030. Secondo la visione dell’organizzazione, a fine corsa le operazioni dell’intera supply chain farmaceutica avranno raggiunto le zero emissioni o comunque una loro drastica riduzione. Come conseguenza i prodotti farmaceutici e biotecnologici sul mercato saranno a impatto zero e ispirati ai principi dell’economia circolare. Il traguardo della Alliance to Zero è quindi davvero ambizioso: le aziende coglieranno la sfida e si uniranno al progetto?

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