Janssen, azienda farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson, ha presentato all’EMA (European Medicines Agency) e alla FDA (Food and Drug Administration) degli USA la richiesta di approvazione di daratumumab sottocute, in associazione a pomalidomide e desametasone, per il trattamento di pazienti affetti da mieloma multiplo recidivato o refrattario.

Daratumumab sottocute per il mieloma multiplo recidivato o refrattario

La sottomissione è  relativa ai dati ottenuti nello studio APOLLO (MMY3013)che ha dimostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione nei pazienti che ricevono daratumumab sottocute in combinazione.

Lo studio APOLLO su daratumumab sottocute per il mieloma multiplo recidivato o refrattario

Lo studio APOLLO ha mostrato il beneficio della combinazione tra:

  • daratumumab, anticorpo monoclonale anti-CD-38, somministrato per via sottocutanea,
  • pomalidomide e desametasone (Pd).

APOLLO (NCT01960348) è un multicentrico di Fase 3 ancora in corso  randomizzato, in aperto, che confronta daratumumab sottocute, associato a pomalidomide e desametasone a basso dosaggio vs pomalidomide e desametasone a basso dosaggio in pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario, che avevano ricevuto lenalidomide e l’inibitore del proteasoma e hanno manifestato progressione della malattia.

Lo studio ha arruolato 304 partecipanti.

L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS); gli endpoint secondari includevano i tassi di risposta globale (ORR), la risposta parziale molto buona (VGPR) o migliore, la risposta completa (CR) o migliore e la durata della risposta.

Lo studio ha raggiunto il proprio endpoint primario dimostrando un miglioramento della PFS nei pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario  trattati con la combinazione D-Pd rispetto ai pazienti trattati solo con pomalidomide e desametasone  (Pd).

Nel complesso, il profilo di sicurezza di D-Pd è risultato in linea con  quello di ogni terapia assunta singolarmente. Gli eventi avversi riscontrati più comunemente con D-Pd sono stati neutropenia, anemia e leucopenia.

Lo studio APOLLO ha visto la collaborazione tra Janssen Research & Development, LLC e lo European Myeloma Network (EMN).

L’associazione daratumumab con  pomalidomide e desametasone (D-Pd) per somministrazione IV

Il regime D-Pd ha già ricevuto l’approvazione della FDA nel 2017 per la formulazione endovenosa (IV) di daratumumab in pazienti trattati con almeno due terapie precedenti, tra le quali lenalidomide e un inibitore del proteasoma. Non è invece stata richiesta analoga approvazione ad EMA.

Daratumumab

Daratumumab è il farmaco biologico first in class diretto verso la proteina CD38, una proteina di superficie altamente espressa in diverse cellule di mieloma multiplo, indipendentemente dallo stadio della malattia. Si ritiene che daratumumab induca la morte delle cellule tumorali attraverso molteplici meccanismi d’azione immuno-mediati, tra cui:

  • citotossicità complemento-dipendente (CDC),
  • citotossicità cellulo-mediata anticorpo-dipendente (ADCC),
  • fagocitosi cellulare anticorpo-dipendente (ADCP),
  • apoptosi.

Un sottogruppo di cellule soppressorie di derivazione mieloide (CD38+MDSCs), cellule T regolatorie (CD38+Tregs) e cellule B regolatorie (CD38+Bregs) sono suscettibili alla lisi cellulare mediata da daratumumab.

Nell’agosto 2012, Janssen Biotech, Inc. e Genmab A/S hanno stipulato un accordo a livello mondiale, che ha concesso a Janssen una licenza esclusiva per lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di daratumumab.

Daratumumab è stato approvato per la prima volta, nel 2015 negli Stati Uniti e nel 2016 in Europa, in monoterapia per il trattamento del mieloma multiplo, diventando così il primo anticorpo monoclonale anti-CD38 indicato per il mieloma multiplo.

Daratumumab è in fase di valutazione in un programma di sviluppo clinico internazionale che coinvolge un’ampia gamma di regimi di trattamento per il  mieloma multiplo, sia in prima linea e che in recidiva.  Ulteriori studi sono in corso o previsti per valutare il suo potenziale in altre malattie ematologiche maligne e pre-maligne in cui sia espresso il CD38, come il mieloma smouldering e l’amiloidosi da catene leggere (AL).

Daratumumab sottocute

Daratumumab SC è co-formulato con la ialuronidasi umana ricombinante PH20 (rHuPH20), tecnologia di rilascio del farmaco ENHANZE® di Halozyme.

Nel 2020, daratumumab sottocute (daratumumab e hyaluronidase human-fihj) ha ricevuto l’approvazione in Europa e negli Stati Uniti come anticorpo monoclonale anti-CD38 in formulazione sottocutanea per il trattamento dei pazienti con mieloma multiplo.