Con la legge Costituzionale n. 1 dell’11 febbraio 2022 sono stati modificati gli artt. 9 e 41 della Costituzione con la previsione di una tutela rafforzata per ambiente e salute in stretta connessione con il tema della sostenibilità, anche per le “future generazioni’”.

Lo stesso obiettivo è stato posto alla base dell’Agenda 2030 della Strategia nazionale di sviluppo sostenibile: to promote prosperity while protecting the planet.

Il punto n. 3 dei Sustainable Development Goals (SDG) dell’Agenda 2030, in particolare, concerne la salute (Good healt and well-being) in stretta connessione con il contesto sociale, economico e culturale nel quale è inserita.

Salute e sostenibilità

Anche nell’attuale PNP del Ssn 2020-2025, il tema della salute quale “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” (art. 32 della Cost.) è ancorato al tema della sostenibilità attraverso i seguenti interventi:

  • prevenzione degli effetti ambientali e sanitari avversi causati dalla gestione dei rifiuti;
  • rafforzamento delle strategie preventive per la riduzione degli impatti diretti e indiretti legati al Climate Change come politiche di mitigazione e adattamento della popolazione;
  • promozione dell’applicazione di misure per ridurre l’impatto ambientale della filiera agricola e zootecnica.

Si tratta di un intervento inedito che, in una visione olistica dell’approccio sanitario, pone al centro l’ambiente, enfatizzando i riflessi che esso ha sull’individuo.

L’approccio cosiddetto funzionale sembra rispondere proprio a questa esigenza in quanto è finalizzato al ripristino delle normali, fisiologiche, funzioni dell’organismo con focus sull’origine di processi patologici e intervento sulla causa primaria della malattia e non sul disturbo (disturbo funzionale) o sui suoi sintomi; così patologie e/o sintomatologie croniche (quali ad esempio malattie cardiocircolatorie, tumori, diabete, Alzheimer e del sistema immunitario, allergie e intolleranze alimentari, malattie autoimmuni, disturbi psicologici e comportamentali, disturbi alimentari, patologie degenerative) troverebbero la propria genesi in fattori ambientali (esposizione a sostanze chimiche estranee, inquinamento ambientale anche di carattere elettromagnetico) e nelle cattive abitudini di vita (alimentazione, sedentarietà, eccesso di farmaci) emergendo nel corso della vita di ciascun individuo in modo più o meno grave.

La sostenibilità del Ssn

Se questo è l’approccio auspicabile per il futuro, come si fa a misurare la sostenibilità del Ssn?

Sicuramente attraverso i Sustainable Development Goals (SDG) e il monitoraggio della performance organizzativa di ogni singola azienda che potrà usufruire del programma di investimenti inserito nel PNRR teso a favorire la transizione del sistema sanitario verso la sostenibilità con lo stanziamento di 15,63 miliardi di euro per la Missione Salute.

Il SSN sarà in grado di cogliere queste opportunità?