Il 10 gennaio, il Consiglio dei Ministri – con il Comunicato Stampa n. 15 – ha dato notizia dell’approvazione dell’atteso decreto-legge “Disposizioni urgenti in materia di procedure di ripiano per il superamento del tetto di spesa per dispositivi medici”. Il Decreto Legge n. 4 è stato poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’11 gennaio 2023 con entrata in vigore il giorno seguente, il 12 gennaio 2023.
In particolare, derogando alla disciplina vigente e limitatamente agli anni 2015-2018, il decreto-legge ha rinviato al 30 aprile 2023 il termine entro il quale le aziende fornitrici di dispositivi medici sono tenute ad adempiere all’obbligo di ripiano del superamento del tetto di spesa posto a loro carico, effettuando i versamenti richiesti in favore delle singole regioni e province autonome.

Le aziende fornitrici di dispositivi medici tenute all’obbligo del ripiano – comprese quelle che non hanno proposto il ricorso giurisdizionale dinanzi al TAR Lazio ovvero il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per motivi di legittimità – potranno adempiere all’obbligo di pagamento cui sono tenute entro il 30 aprile prossimo, senza temere la paventata compensazione sugli importi fatturati e non corrisposti o ancora da fatturare nei confronti degli enti del SSN.

Quale futuro per il payback?

Da qui al 30 aprile non si esclude che il Governo apra un tavolo con le principali associazioni di categoria dei produttori e fornitori di dispositivi medici (in primis Confindustria Dispositivi Medici e FIFO Sanità), volto a ripensare la misura del payback e ad esempio a valutare eventuali accorgimenti per le PMI (come peraltro già avviene per il payback farmaceutico, che vede di fatto esclusi dal meccanismo di ripiano gli operatori economici con fatturato inferiore a 3 milioni di Euro). Non vi sono tuttavia al momento certezze al riguardo.

Nonostante l’intervenuta proroga, il meccanismo del payback (e i connessi oneri di restituzione per le aziende) è ancora esistente e pienamente efficace. Pertanto, permane la necessità per gli operatori che ancora non abbiano attivato alcun rimedio giurisdizionale di attivarsi prontamente per promuovere ricorso contro i Decreti Ministeriali di settembre e ottobre 2022 ovvero comunque contro i provvedimenti adottati nel corso di dicembre dalla Regioni e Province Autonome.